Detective Conan: L’asso di picche

Detective Conan: L’asso di picche (名探偵コナン 14番目の標的(ターゲット) Meitantei Konan: 14-banme no tāgetto?, Detective Conan: Il quattordicesimo bersaglio) è il secondo lungometraggio dedicato alla serie Detective Conan, uscito in Giappone il 18 aprile 1998.

Ran sogna la madre che viene ferita da un colpo di pistola e, al suo risveglio la contatta per raccontarle l’accaduto. Le due si accordano per andare a cena con Kogoro e Conan. Qui i quattro incontrano una serie di personaggi famosi.
Una settimana dopo l’ispettore Megure, mentre fa jogging nel parco, viene ferito gravemente da una freccia scagliata da una balestra. Nel cespuglio da dove è

partito il colpo viene rinvenuto un pugnale. Lo stesso giorno Eri riceve nel suo studio una scatola di cioccolatini Godiva e pensa che sia stato Kogoro ad inviarli. La cioccolata però è stata cosparsa di veleno e la donna viene ricoverata in ospedale. La polizia trova nella confezione dei cioccolatini un fiore di cartapesta. Un uomo in motocicletta scaglia una freccia e colpisce nella schiena il dottor Agasa dopo averlo attirato fuori casa con una scusa. Conan, che si trova in casa con il dottore, contatta i Detective Boys per riuscire a localizzare il malvivente. Il ragazzo non riesce a catturare il colpevole ma, rientrando sul luogo dell’incidente, trova uno strano oggetto a forma di 8. Conan capisce la logica utilizzata dal malvivente per scegliere le sue vittime: gli oggetti lasciati sulla scena del crimine richiamano alcuni elementi presenti nelle carte da poker ed anche le sillabe che compongono i nomi delle vittime sono legati ai numeri delle carte. Inoltre tutte le persone aggredite appartengono alla cerchia dei conoscenti di Kogoro.
L’ispettore Megure crede che il colpevole delle aggressioni sia Joe Murakami, un omicida che era stato arrestato da Kogoro quando era ancora nella polizia. L’uomo è uscito di prigione da poche settimane e, oltre ad essere un giocatore di poker ed un frequentatore abituale di casinò, è l’unico ad avere un movente. Dalle parole del detective Shiratori, Ran scopre che il sogno che la perseguita è legato ad un suo trauma infantile: Murakami, portato in commissariato dopo l’arresto, aveva preso in ostaggio Eri e Kogoro aveva ferito la donna con un colpo di pistola. Avendo messo in pericolo la vita di un ostaggio, Kogoro era stato costretto a dare le dimissioni dalla polizia.
Conan, mentre ripensa ai fatti accaduti nei giorni precedenti, si accorge che un golfista amico di Kogoro può essere la persona legata alla carta del 10 di picche. L’ispettore Megure, Kogoro e Conan decidono di scortare l’uomo durante durante un volo in elicottero ma, prima dell’atterraggio, il pilota scopre che il collirio che ha utilizzato è stato alterato. Con un atterraggio di fortuna, i quattro riescono a salvarsi. Sull’elicottero viene trovata la carta del 10 di picche.
Ormai certo della colpevolezza di Murakami, l’ispettore Megure chiede a Kogoro di pensare a quali amici possano essere legati alle altre carte. Non conoscendo persone collegate al numero nove, Kogoro si reca da un sommelier suo amico che ha un nome legato al numero otto. Parlando con l’uomo, l’ispettore ed il detective scoprono che questi si deve recare in giornata dal proprietario di un parco divertimenti che nel nome contiene il kanji del numero nove. Ran, Conan, Kogoro, l’ispettore Megure ed il detective Shiratori decidono di accompagnare il sommelier. Il proprietario del parco ha invitato altre quattro persone che, casualmente, hanno nomi legati ai numeri 7, 6, 4 e 2.
Uno degli invitati trova un messaggio sul pavimento del ristorante: il proprietario afferma che tarderà un po’ ed invita il sommelier a servire uno dei vini della cantina agli ospiti. Quando il gruppo si reca in cantina, scatta una trappola ed il sommelier evita per un pelo di essere colpito da una freccia. I presenti si meravigliano del fatto che l’assassino stia puntando al numero otto e non al numero nove ma, dopo poco, notano che, nell’enorme acquario che fa da parete al ristorante, galleggia il cadavere del proprietario del locale.
Anche la modella legata alla carta del 7 di picche viene uccisa: la luce salta e la donna, che ha uno smalto fluorescente sulle unghie, viene individuata ed uccisa con un colpo di pugnale alla schiena. Conan osserva il cadavere ed è convinto che l’assassino si trovi tra le persone presenti. Per questo motivo utilizza un trucco per capire chi è il colpevole. Purtroppo però la luce salta nuovamente e, quando l’ispettore preme l’interruttore di emergenza, una bomba esplode all’interno dell’acquario e riempie il locale di acqua.
Ran resta intrappolata sul fondo della stanza e Conan la salva. Il gruppo riesce a liberarsi nuotando attraverso la falla che si è creata con l’esplosione. Una volta all’aria aperta il piccolo detective svela chi è il colpevole, utilizzando la voce di Kogoro. Conan rivela che l’assassino non è Murakami e che le prime aggressioni sono servite unicamente per mascherare il vero obiettivo. Messo alle strette, il colpevole prende come ostaggio Ran e provoca altre esplosioni che danneggiano la struttura sui cui si trovano tutte le persone.
Conan riesce ad impossessarsi di una pistola e spara ferendo di striscio Ran. L’assassino abbandona la ragazza e cerca di scappare ma la polizia lo arresta. Ran scopre quindi che il padre, in passato, non aveva sparato per eccesso di fiducia nella sua mira ma aveva ferito apposta la moglie di striscio per assicurarsi che Murakami la lasciasse andare dato che, per un criminale in fuga, un ostaggio ferito è solo d’intralcio.

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